Questa stagione il derby romagnolo tra la Libertas Hockey Forlì e il Progetto Romagna Riccione sembra essere affetto da una vera e propria “sindrome del pareggio”, per diagnosticare la quale non è necessario disturbare Dr. House, ma è sufficiente guardare i risultati della prima fase del Campionato Nazionale di hockey in line di serie B, un 1-1 all’andata e un 5-5 al ritorno che paiono già sintomatici.
Se ciò non bastasse per la compilazione del “referto medico”, anche il terzo derby stagionale, si è concluso con un pareggio, 5-5, accolto dalle due formazioni in modo diametralmente opposto: grande delusione e bicchiere mezzo vuoto per la Libertas Hockey Forlì, che fino a due minuti dalla sirena finale conduceva di due lunghezze; gioiosi festeggiamenti e bicchiere mezzo pieno per i padroni di casa del Progetto Romagna Riccione, che in extremis riuscivano a strappare un inaspettato punto.
Reazioni che per essere comprese devono essere interpretate tenendo conto dell’attuale momento storico e degli obiettivi delle due compagini: dopo una stagione regolare caratterizzata dalla convivenza forzata al vertice della classifica del girone emiliano-romagnolo, la Libertas Hockey Forlì e il Progetto Romagna Riccione sono approdate, entrambe con due giornate di anticipo, alla successiva fase interregionale di “Qualificazione alla Final Four”, il secondo dei tre step in cui si articola la corsa alla promozione in A2. Poiché solo la prima qualificata del nuovo girone (di cui fanno parte anche il CUS Verona e gli Asiago Black) potrà accedere alla Final Four e poiché il passaggio di categoria è l’obiettivo stagionale dichiarato dei forlivesi, ogni punto lasciato è un punto perso, almeno in casa della Libertas Hockey Forlì.
Venendo alla partita, coach Roberto Rizzoli ha provato ad ovviare alle assenze annunciate del capitano Michele Rossi e di Mirco Valgiusti con la convocazione all’ultimo minuto del difensore veterano Luca Fusoni, già membro della Libertas Hockey Forlì nella formazione la scorsa stagione iscritta al Campionato Nazionale di serie A1. Nonostante questo innesto, la pista del Pattinodromo Comunale di Riccione si è confermata ostica per i forlivesi, che in apertura di partita subivano subito una rete da parte dei padroni di casa e non riuscivano ad imporre il loro gioco e i loro ritmi, soprattutto a causa delle ripetute penalità e conseguenti situazioni di inferiorità numerica (1-0).
Solo a metà del primo periodo la Libertas Hockey Forlì pareggiava i conti grazie all’autogoal di un difensore riccionese (rete attribuita d’ufficio a Fusoni), ma poco dopo erano di nuovo i padroni di casa a portarsi in vantaggio con un goal che ha suscitato le proteste dei forlivesi per un presunto “fallo di piede” (2-1). Il periodo si concludeva senza ulteriori marcature, ma con svariate iniziative offensive da entrambe le parti e tanto lavoro per i portieri, con Marco Montanari che tra i pali della Libertas Hockey Forlì si rivelava più volte decisivo.
Al rientro in pista i forlivesi si riportavano in partita con Luca Rosetti su pregevole assist di Eugenio Ragazzi (2-2) e, nonostante le penalità continuassero ad essere fischiate a “senso unico” contro di loro, riuscivano a prendere il largo con Andrea Bandini eAntonio Vestrucci (2-4). In un guizzo d’orgoglio il Progetto Romagna accorciava le distanze, ma ancora i forlivesi ripristinavano il duplice vantaggio con la rete di Luca Rosetti, la sua seconda della serata (3-5).
A due minuti e mezzo dal termine della partita il fischietto arbitrale, segnalando un intervento falloso da parte dei forlivesi, apriva la strada alla rimonta del Riccione, che si faceva nuovamente sotto (4-5). Le squadre non facevano in tempo a giocare un altro minuto in parità numerica e nuovamente la Libertas Hockey Forlì si ritrovava con un uomo in panca puniti, la qual cosa faceva perdere letteralmente le staffe a coach Rizzoli, tanto più che nessuna penalità era stata ancora fischiata a favore dei suoi.
Un’occasione troppo ghiotta perché i rivieraschi se la facessero sfuggire e infatti a soli 20 secondi dalla sirena finale ecco il goal del 5-5, che per la terza volta consecutiva sanciva un derby senza vinti né vincitori. Dejavù.
